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Manifestazione
Nazionale di Roma< |
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ROMA
- 17 APRILE 2004
"IL DESTINO DELLAFRICA
NON E IMMUTABILE.
MOLTO DIPENDE DA NOI!"
-
Cancellare
il debito per i paesi
più poveri
-
Aumentare
gli aiuti allo sviluppo
-
Medicine
e vaccini gratuiti
-
Embargo
totale della vendita di armi
-
Promozione
della democrazia e tutela dei diritti umani
-
Prevenzione
dei conflitti e costruzione
della pace
ADERIAMO
ALLA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI ROMA
PIAZZA DEL POPOLO
17 APRILE
PROMOTORI
Comune
di Roma, CGIL, CISL, UIL, FAO, IFAD, WFP, UNICEF,
Comunità
di SantEgidio, ONG italiane, Forum del Terzo settore,
Comitato
cittadino per la Cooperazione e la Solidarietà,
WWF Italia, Istituti Missionari Italiani
LAfrica
è un immenso continente, nel quale oggi si sta
giocando una buona parte del destino del nostro pianeta.
In Africa la comunità internazionale è
chiamata ad affrontare problemi e situazioni intollerabili,
per qualsiasi persona abbia a cuore le sorti di tutta
lumanità. La fame, le guerre, le malattie
fanno molte più vittime di quante hanno fatto,
in Europa, le due guerre mondiali del secolo appena
trascorso, e questo perché non cè
risposta a bisogni fondamentali e primari delluomo:
un bicchiere dacqua, un pezzo di pane, un semplice
medicinale.
Quello
che vogliamo affermare con forza è che il
destino dellAfrica non è immutabile.
LAfrica ha potenzialità enormi, che devono
essere sostenute dal coraggio del cambiamento, da un
impegno politico incisivo che muti lindirizzo
attuale, che cambi lordine delle priorità,
che ponga al centro dellagenda politica internazionale
scelte concrete di lotta a una condizione inaccettabile,
attraverso laffermazione di modelli di sviluppo
più solidali e sostenibili.
Affinché
lAfrica non sia soltanto un continente di ingiustizie
e di morte, noi riteniamo che il dovere di ogni organizzazione
internazionale, di ogni governo nazionale e locale,
delle associazioni e delle organizzazioni non governative,
sia quello di assumersi le proprie responsabilità,
ognuno per la propria parte, anche la più piccola.
Cancellare il debito per i paesi più poveri,
ridurre drasticamente e destinare a fondi di sviluppo
le somme restituite, aumentare gli aiuti allo sviluppo,
giungere a un embargo totale della vendita delle armi,
intervenire per permettere di produrre e distribuire
gratuitamente in Africa i vaccini e gli strumenti di
prevenzione delle malattie prima fra tutte lAids
che la affliggono, sono solo alcune delle molte
possibilità con cui è possibile attuare
una politica diversa da quella che è oggi causa
di tanti disastri. Una politica che a sua volta venga
accompagnata, nei paesi africani, dal pieno affermarsi
dei sistemi democratici e del pluralismo politico, dalla
legalità e dalla tutela dei diritti umani, da
un governo trasparente delle risorse, dalla reale possibilità
del pieno dispiegarsi delle potenzialità delle
economie e delle società civili e anche in questo
modo della prevenzione dei conflitti e della costruzione
della pace.
E
qui che è racchiuso il futuro dellAfrica
e dei popoli africani.
Sono stati compiuti passi importanti, sono state tenute
libere elezioni, sono state definite politiche di risanamento
economico, sono nate organizzazioni sovranazionali,
a cominciare dallUnione Africana, alla quale è
importante che lUnione Europea offra tutto il
suo sostegno, fino al momento in cui i popoli africani
arriveranno a prendere in mano il proprio destino e
a contare di più in tutte le sedi internazionali.
Per
essere messa nelle condizioni di crescere e svilupparsi,
lAfrica guarda prima di tutto allEuropa.
È
una prova di civiltà e di responsabilità
quella che lEuropa, tutti noi, dobbiamo dare per
contribuire al raggiungimento degli obiettivi proposti
nella dichiarazione del millennio, entro il 2015.
Non
è solo unesigenza morale che ci deve spingere
ad agire. Dobbiamo avere la consapevolezza che oggi
il mondo è unito da una comunità di
destino, e che la povertà e il non rispetto
dei diritti umani tengono ai margini di una crescita
paesi e attori legittimi e potenziali degli equilibri
mondiali, ma anche di possibili e gravi squilibri.
É
quindi urgente definire una politica comune europea.
Così come è necessario che lUnione
Europea e i singoli governi sviluppino unazione
convergente ed efficace per affermare lidea e
la possibilità di un governo mondiale, sostenendo
la riforma dellONU, la valorizzazione allinterno
della Carta dellOnu della tutela dei diritti umani
e delle condizioni di legittimità dellintervento
sovranazionale, listituzione del Tribunale internazionale
e di organismi specifici per la salvaguardia dellambiente
e della salute.
E
un compito epocale, quello che abbiamo di fronte.
E una sfida enorme. Proprio per questo
serve un lavoro comune, serve moltiplicare le occasioni
per modificare, nei fatti, lordine delle priorità,
lagenda politica della comunità internazionale.
Molto dipende da noi.
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